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DIETA YOGA

Grande è il dibattito che ruota attorno all’idea di una alimentazione ideale per l’essere umano. Voci molto contrastanti si levano a difesa di alimentazioni spesso incompatibili fra loro. Anche in questo campo della conoscenza abbiamo visto fazioni di contendenti schierarsi a dura difesa della propria “via” all’alimentazione. Alcuni si sono così irrigiditi nelle loro abitudini e nelle ragioni che le accompagnano che si può davvero parlare di “regime” alimentare.

Non ci nasconderemo comunque dal dire chiaramente che dal punto di vista dello Yoga la dieta vegetariana è quella consigliata. A difesa di questa scelta nutrizionale sono scesi in campo i Maestri di molte vie spirituali e leader di diverse religioni, grandi figure della letteratura e della scienza. Ora è necessario chiarire che esistono almeno tre tipi fondamentali di alimentazione vegetariana: la dieta ovo-lacto-vegetariana, quella lacto-vegetariana e quella cosiddetta vegan che esclude anche uova e latticini.

Nel Kundalini Yoga la dieta vegetariana a cui facciamo riferimento è la lacto-vegetariana. Tuttavia la maggior parte dei praticanti che hanno scelto la dieta vegetariana si nutre secondo uno stile ovo-lacto-vegetariano e quindi fa uso anche di uova. Sarà bene precisare a questo proposito che non viene richiesto nessun cambiamento nel proprio stile alimentare per praticare il Kundalini Yoga. L’indicazione ha valore di consiglio e i praticanti sono incoraggiati e mai forzati a sperimentare i benefici della dieta vegetariana. Un cambiamento repentino di dieta viene visto infatti con cautela mentre al contrario un graduale coinvolgimento e una sperimentazione cosciente nella dieta vegetariana vengono considerati parte di un metodo di conoscenza equilibrato e auspicabile. Esso viene suggerito attraverso l’integrazione di alimenti che rendono la dieta più completa ed equilibrata oppure con la proposta di una dieta che va da pochi giorni ad alcune settimane, in altri casi viene suggerita una monodieta per un breve periodo. Sempre vengono spiegati i benefici e gli obbiettivi e consigliato un sano buon senso. Viene consigliato anche il ricorso al parere di un medico generico o un nutrizionista .

In generale da quando nel ventesimo secolo il “vegetarianesimo” si è riaffermato in occidente si è parlato molto di ragioni etiche e morali di questa scelta alimentare. Ricercatori e esperti della produzione alimentare ci fanno notare come in futuro con l’aumento vertiginoso della popolazione mondiale e del relativo fabbisogno di cibo sarà probabilmente impossibile garantire una produzione di alimenti di origine animale. Già ora la maggior parte della produzione mondiale di carne, uova e latte è orientata verso sistemi di produzione secondo i quali gli animali si muovono sempre meno. Spesso sono addirittura chiusi in gabbia durante tutto l’arco della vita e a volte in spazi uguali al volume del loro corpo fisico. Questa pratica crudele è già oramai di uso comune nella produzione di uova. Bovini e ovini hanno bisogno di una gran quantità di cibo coltivato(che richiede spazi) di acqua e di pascoli, di contro essi vengono nutriti e allevati con cibi e sistemi quantomeno poco naturali.

Noi proponiamo una dieta vegetariana perché è la dieta che permette di dare il giusto apporto energetico all’individuo. Salvo casi particolari che devono essere valutati in un ambito clinico e ambientale possiamo dire che la dieta vegetariana copre il fabbisogno energetico dell’essere umano dandogli un’energia che, dal punto di vista dello Yoga, ha una frequenza equilibrata e capace di sostenerne la crescita, lo sforzo quotidiano e il processo evolutivo. Ciò non toglie che i praticanti di Kundalini Yoga che saltuariamente o abitualmente integrano nella loro dieta cibo animale godono dei benefici della tecnica e possono sperimentare un rinnovamento o consolidamento dei valori umani e accompagnare la pratica con una crescita della consapevolezza.

Documentarsi circa le possibilità di una alimentazione salutare è molto importante perché nutrirsi non vuol dire solo riempirsi la pancia o soddisfare i sensi. Dal momento che lasciamo il seno materno dobbiamo prenderci cura del nostro nutrimento perché siamo davvero quello che mangiamo. Le nostre prestazioni risentono della qualità e della quantità del cibo, della combinazione dei cibi e dell’energia di chi cucina e di chi si nutre. Da questo punto di vista il cibo assume una valenza che si rispecchia in ogni dinamica fisiologica, emotiva, psicologica e evolutiva e ci ispira maggior rispetto quando guardiamo nel piatto.




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