CAMMINANDO CON IL MAESTRO
Questo è l’articolo che non posso scrivere:
troppa è la distanza da coprire tra le mie parole e il valore
di un Uomo come Yogi Bhajan. Come potrei parlare e descriverti allora
il Maestro che si incarnò accettando che noi ragazzi lo chiamassimo
semplicemente con quel nome un po’ buffo?
Quando ero un adolescente Lui era per me soprattutto
la Sua voce e il suo ineguagliabile modo di far vibrare l’aria
variando tono, timbro e volume: ascoltandolo sembrava di planare tra
le montagne. Ti accendeva di potenza e ti illuminava di ispirazione.
Nella Sua voce, specialmente quando si faceva per un momento rauca,
viveva il ruggito elettrizzante del leone e negli occhi custodiva la
pura dolcezza dell’agnello.
Quando lo inseguivo lungo quel sentiero di campagna
sotto la bella luce estiva, Lui mi toccò il petto con l’indice
e così mi marchiò sullo sterno e da allora non mi sono
più potuto chiudere al mondo.
Quando da ragazzo avevo un po’ meno paura del
buio profondo e diventavo più consapevole della luce che disegnava
l’ombra di quel buio profondo sul muro della mia mente Lui mi
aspettava nella notte e mi parlava della vita mentre mi invitava a guardare
le stelle.
Non ho mai saputo chi fosse. Solo Lui mi conosceva
completamente. Vedevo la Bellezza in Lui eppure continuava, col tono
d’ammirazione del padre orgoglioso, a dirmi della mia bellezza!
Un giorno, mentre meditavo da solo in una stanza, pregando per poterlo
avvicinare, venne in piedi dietro le mie spalle e, prendendomi tra le
ginocchia, con sussurri avvolgenti prese a cullarmi con le gambe dicendomi
parole d’Amore…
Quando alla fine vide che l’Amore per Lui mi
rendeva debole, un giorno mi allontanò e mi costrinse a cercarlo
nello splendore dorato dell’alba di nettare. Da lì mi indicò
dove ritrovarlo e oggi lo vedo nell’insegnamento e in quella corrente
che mi porta verso di te e ognuno su cui poggio lo sguardo.
Ma ora tutto questo è passato e Lui non mi manca
più. Non ti far ingannare dalle mie lacrime: è solo la
vecchia ferita che il Suo dito mi fece nel petto. Il risveglio è
ogni giorno più vicino ora che ho smesso di aspettare. Prima
era Lui a ricordarci della nostra regalità. Oggi siamo Noi, grazie
ai Suoi insegnamenti, a servire e ad amare.