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Nam Simran: il ricordo del nome

Simran vuol dire ricordare
 Ricordare vuol dire tenere nel cuore
  Tenere nel cuore vuol dire ripetere il Nome
   Ripetere il Nome vuol dire riconoscere il Nome
    Riconoscere il nome vuol dire identificarsi col Nome
     Identificarsi col Nome vuol dire proiettare il Nome
      Proiettare il nome vuol dire creare
       Creare vuol dire dare
        Dare vuol dire avere da dare
         Avere da dare vuol dire nutrire
          Nutrire vuol dire madre
           Madre vuol dire sottile
            Sottile vuol dire divino
             Divino vuol dire Essere
              Essere vuol dire Hari


Ancora oggi, dopo decenni di studi, ricerche, articoli e interviste, documentari e un fiume in piena di pubblicazioni il concetto di Yoga resta ai più qualcosa di poco chiaro se non addirittura “troppo complicato per definirsi con poche parole”. Notizie frammentarie fornite dalle più improbabili “scuole”di Yoga dai nomi sempre più accattivanti, agevolate dal grande circo che va sotto il nome di New Age, hanno fatto credere che lo Yoga sia una ginnastica più efficace di altre, oppure un sistema di tecniche per controllare il respiro, il modo migliore per “rilassarsi”, un elisir di lunga vita da affiancare alla chirurgia plastica e via dicendo. Altre fonti ben più documentate di fine ottocento e del novecento, ispirate da una visione e un’esistenza intellettuale, hanno dato per lungo tempo un’immagine dello Yoga legata alla speculazione, all’esoterismo, alla religione e alla filosofia. Per questi studiosi si tratta quasi sempre di una pratica che può essere concepita solo da una mentalità orientale senza nessuna speranza di vera applicazione da parte di un occidentale. Un motivo di studio e di arricchimento culturale. Abbiamo poi la visione turistica che combina sotto il termine Yoga ogni forma estrema di sadomasochismo verso il proprio corpo fisico. Essa comprende anche una lista infinita di poteri magici e sovrannaturali di cui il praticante disporrebbe per mostrarli alla prima telecamera di passaggio. Per coloro che vedono lo Yoga in questo modo si tratta di una pratica che oscilla tra il contorsionismo e l’illusionismo: se così fosse i migliori yogi si potrebbero effettivamente trovare nei circhi di tutto il mondo. A quasi tutti i praticanti è poi capitato almeno una volta di sentirsi ricordare di stare attenti a certe forme di infatuazione che portano a invaghirsi di soggetti e pratiche invadenti e pericolose. Vogliamo darvi una visione più vicina alla realtà e per questo affermiamo innanzitutto ciò che lo Yoga non è: non è religione, materia esoterica, né filosofia, né tanto meno una ginnastica o una forma di rilassamento, non è qualcosa che si può conoscere attraverso la speculazione intellettuale né qualcosa che esclude il divertimento e il buon senso.

Il termine Yoga deriva dal sanscrito “jug” che vuol dire “giogo”, strumento fondamentale nell’antico mondo rurale indiano e che permette di unire e dirigere più forze per uno scopo definito. Yoga vuol dire Unione o Unità.

Esso si propone di ridurre i conflitti, i dubbi, le frustrazioni, le paure e ogni forma di dualità attraverso un processo di continua integrazione delle energie fondamentali e degli elementi costitutivi della realtà.

Per poter realizzare ciò è necessario affiancare alla pratica delle tecniche psicofisiche quei valori umani che, sostenuti da una conoscenza dettagliata delle leggi della natura, possano sostenere la persona lungo quel percorso che è la vita stessa.

Il fine è quello di realizzare uno stato di Unità in cui l’essere umano possa sentirsi unico, pieno e creativo, adeguato alle sfide quotidiane e cosciente della sua relazione diretta con l’Infinito.

La felicità nello Yoga è un diritto di tutti e non un privilegio di pochi.

Questo processo in quanto tale passerà attraverso delle fasi di trasformazione. Gli esercizi combinano postura e/o movimento, tecniche avanzate di respirazione e concentrazione per permettere una attivazione delle energie latenti o “nascoste”. Attraverso queste pratiche abbiamo un utilizzo migliore delle energie della persona che pertanto sperimenta uno stato sorprendente di rinnovamento.

Il praticante sente che una forza “nuova”si sta manifestando.

Il rilassamento tra un esercizio e l’altro e al termine di una sequenza di esercizi permette di distribuire ulteriormente le energie stimolate durante gli esercizi stessi: questo è il momento in cui il praticante sperimenta facilmente una rigenerazione.

Le tecniche di concentrazione rifocalizzano la mente e la preparano a portare a termine compiti specifici. La confusione mentale si riduce a favore della focalizzazione e della chiarezza.

La meditazione è un altro aspetto che va ben chiarito. Il primo e essenziale motivo e obbiettivo della meditazione è ripulire la mente dalle scorie del subconscio: queste si compongono di stralci di pensieri non interamente definiti, oppure strutture mentali derivate da paure e da una visione di sé basata su vergogna e sensi di colpa. Qui in questo contenitore-immondezzaio ci sono gli accumuli di tutto ciò che la persona non ha realizzato o che ha immagazzinato sotto forma di pensieri ripetitivi scoraggianti e limitanti. L’influsso di questi è brutale e quando il “contenitore” è pieno esso riversa tutti i suoi detriti nella mente conscia senza preavviso e allora la situazione si fa davvero critica. Decisioni sbagliate, incapacità di affrontare gli eventi, angoscia e quasi tutti i disturbi della mente vengono da un subconscio colmo di questi pensieri aggroviglianti.

Per questo possiamo dire che meditare non è un optional.

Imparare a meditare è assolutamente necessario per ciascuno senza nessuna eccezione. Chi non ripulisce il subconscio mette a repentaglio la sua salute mentale e fisica.

Hari Simran Singh K., Creta-Grecia, agosto 2006


Chi siamo

Yogasangat è una scuola internazionale di Yoga, è sede della Scuola di Riflessologia “Sat Guru Charan”-School of Reflexology e centro di Musicoterapia Evolutiva Musicananda. Inoltre ospita, oltre alla didattica e alle attività di queste tre discipline, corsi, incontri ed eventi culturali e celebrativi di altre scuole e discipline. I principi e le pratiche di Yoga sono per Yogasangat gli insegnamenti di Yogi Bhajan(1929-2004), nostro Maestro e ispiratore di ogni nostro progetto e si propone di divulgare le tecniche e la conoscenza dello Yoga e servire così l’Umanità nel suo processo esistenziale e evolutivo.

Yogasangat è aperta a chiunque voglia partecipare purchè tenga conto delle regole di mutuo rispetto del Centro. Si può partecipare semplicemente alle lezioni, accedere eventualmente ai corsi di formazione insegnante oppure scegliere di essere più coinvolti nelle nostre attività.

Il Centro ospita anche insegnanti di altre discipline olistiche che vengono considerati in linea con lo spirito delle nostre iniziative. In merito annunciamo che sono disponibili le sale di pratica(oltre 200mq)e le sale di servizio(oltre 150mq) per coloro che cercano locali per corsi a frequenza settimanale o per il fine-settimana. Chi lo desidera può contattare la Segreteria via telefono o per e-mail, specificando in questo ultimo caso come oggetto “spazi per corsi”.

La parola Sangat significa “la comunità che condivide il cammino della Coscienza” e Yoga significa “unione”, sottolineando con ciò che l’individuo ha bisogno di connettere il suo cammino con un gruppo in uno spirito di condivisione e di continua integrazione.

Trasparenza, condivisione, impegno nella pratica, rispetto reciproco e capacità di includere tutti sono i principi su cui si basano le relazioni all’interno della Scuola e del Centro.

Umiltà, coraggio, dolcezza, efficienza e un sano senso dell’umorismo caratterizzano il nostro spirito di servizio verso l’Umanità.

Alla base del nostro cammino di trasformazione ci sono la consapevolezza di un progetto universale che unisce tutti gli esseri e che ciascuno può accedere a un destino di felicità trovando dentro di sé la Luce e la Forza e, attraverso di Essa, attivare e applicare la creatività necessaria per vivere e evolversi.

Yogasangat si avvale di insegnanti qualificati e certificati a livello internazionale dall’I.K.Y.T.A., International Kundalini Yoga Teachers Association e sul territorio nazionale da I.K.Y.T.A-Italia e dalla ADO, la sezione discipline orientali della UISP.

Yogasangat è diretta da Hari Simran Singh K., studente del Maestro di Kundalini Yoga Yogi Bhajan dal 1979. Pioniere del Kundalini Yoga in Italia, dal 1982 partecipa alla diffusione degli insegnamenti del Maestro in Danimarca e dal 1997 porta il K.Yoga in Grecia dove fonda il Guru Ram Das di Salonicco. Leader Trainer internazionale per i Corsi di Formazione Insegnanti di I ° e II° Livello, ha guidato il primo Teacher Training di Grecia. Proseguendo la sua attività didattica in Grecia coordina l’attività di alcuni centri di K.Yoga, organizza seminari a tema e da oltre dieci anni un corso di 8 giorni che va sotto il nome di “Yogic Healing Odissy”.

Il corpus di insegnamenti che Yogi Bhajan ci ha lasciato nel corso di trentacinque anni di intensa attività didattica va sotto il nome di Kundalini Yoga. Il Maestro, volendo trasmettere a tutti indistintamente l’enorme bagaglio di conoscenze di cui disponeva, ha insegnato circa novemila lezioni che, salvo rare eccezioni, presentano tecniche sempre nuove. Grazie alla tecnologia moderna, agli appunti dei primi studenti durante gli anni settanta e al Servizio di Siri Ved Singh K., che lo ha seguito in tutto il mondo per oltre venticinque anni, questo patrimonio dell’Umanità è stato salvato. Uno sforzo congiunto degli insegnanti internazionali più esperti, sotto la supervisione del Kundalini Research Institute ha permesso di codificare un processo di formazione insegnanti che La Scuola si avvale di Insegnanti che hanno completato, oltre a un cammino di trasformazione personale e un lungo periodo di pratica in gruppo, un corso di formazione per insegnanti riconosciuto da I.K.Y.T.A.Italia


Hary Simran Singh Khalsa

Kundalini Yoga

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